Al via i saldi nella Tuscia, si comincia il 5 gennaio. La prima vera ancora di salvezza per dare ossigeno all’economia della Tuscia: i saldi di fine stagione che, nel Lazio, partono il 5 gennaio e sono tradizionalmente una valvola di sfogo per il commercio.

Quest’anno i saldi sono molto attesi, così come nel 2020, per l’ormai cronico problema della pandemia e la crisi che si è generata sull’economia nazionale che, però, quest’anno ha avuto uno slancio grazie al cosiddetto rimbalzo del Pil. Non così tanto, però, da azzerare le perdite a due zeri generato dal Covid e dalle chiusure.

L’indagine di Confesercenti

“Quattro persone su dieci (il 39%) hanno già programmato di approfittare dei saldi per acquistare uno o più prodotti, per un budget medio previsto di 150 euro a persona”.

È quanto emerge dall’indagine previsionale sui saldi condotta da Confesercenti su un campione di consumatori e, come ho già specificato, ancora siamo lontani dai numeri pre-Covid. “Purtroppo, si tratta di numeri ancora lontani da quelli pre-crisi –  specifica Confesercenti Viterbo – in occasione dei saldi invernali del gennaio 2020, si diceva interessato all’evento il 48%. Sul risultato pesa l’ombra di omicron e l’impatto negativo che sta avendo sulla fiducia delle famiglie. Ma incide anche la concorrenza all’evento saldi da parte della bulimia di promozioni prenatalizie e natalizie cui sono stati sottoposti i consumatori, a partire proprio da un Black Friday particolarmente ‘ravvicinato’, a meno di un mese dal Natale. Si rafforza invece la tendenza all’acquisto di impulso: cresce rispetto al 2020 dal 41 al 46% la quota di consumatori che deciderà se acquistare prodotti in saldo sul momento, in base alle offerte”.

I numeri sono bassi ma lasciano qualche spiraglio per il futuro.

“La media di 150 euro nasconde una spesa media fortemente polarizzata: il 47% acquisterà per meno di 100 euro –  continua Confesercenti –  mentre il 43% spenderà tra il 100 ed i 300. Solo il 6% ha previsto una spesa tra i 300 ed i 500 euro, mentre il 4% più di 500 euro. Quest’anno, in cima ai desideri degli italiani ci sono le scarpe: è la spesa prevista dal 47% di chi ha già deciso di comprare. Seguono prodotti di maglieria (45%), capispalla (27%), capi di camiceria (26%), magliette e intimo (entrambi al 22%). Ma c’è anche un 15% in cerca di borse ed un 12% di altri accessori, dalle sciarpe alle cinture”.

Vincenzo Peparello



Il presidente di Confesercenti Viterbo Vincenzo Peparello è chiaro sulla situazione che sta vivendo il commercio locale e nazionale.

“Il problema Omicron rischia di incidere fortemente sugli acquisti nel nostro territorio. Ci auguriamo che le previsioni sulla spesa vengano confermate per ridare rilancio al commercio che risente pesantemente gli effetti della pandemia. Nonostante la crescente concorrenza del web, i saldi rimangono comunque un evento legato soprattutto ai negozi fisici: il 31% degli acquisti dei saldi avverrà infatti in una grande catena o presso negozi brandizzati, seguiti da vicino dai negozi indipendenti, cui si rivolgeranno il 26% dei clienti. Il 22% sceglierà infine un outlet, mentre il 23%, invece, cercherà l’affare scontato sul web, oltre il 5% in più dello scorso anno e l’8% rispetto al periodo prepandemico. Ci auguriamo che vengano preferiti i negozi di prossimità e quelli dei centri storici e che ci si avvalga delle maggiori garanzie sui prodotti da acquistare”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Lina Novelli, presidente provinciale della Fismo di Confesercenti. “I saldi costituiscono un momento importante soprattutto in questo frangente – spiega Novelli –  perché  possono favorire una ripresa  per un ritorno alla normalità  in particolare nel viterbese. L’attenzione deve essere rivolta particolarmente ai negozi di vicinato c’è la possibilità  di giusti consigli da parte degli operatori e reali occasioni di acquisto.”

Lina Novelli

By Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A TeleLazioNord conduce "Luce Nuova sui fatti"

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