Viterbo, omicidio in via Marini. Di Alessio Campana. “Aiuto!”, ha gridato Enogieru Orobosa subito dopo essere stato accoltellato all’addome.

Il 24 dicembre scorso, il giorno della vigilia di Natale, Christopher Nelson, 31 anni, lo avrebbe colpito dopo una lite per futili motivi. Probabilmente per una doccia. Ma non è escluso che quell’ennesimo litigio sia stato soltanto la punta di un iceberg e che, in realtà, ci siano motivazioni più serie dietro all’uccisione del 28enne di origini nigeriane. “Ho sentito delle urla per la strada, non capivo cosa stesse succedendo. A un certo punto mi pare di aver sentito anche suonare ai campanelli. Ho pensato, per un attimo, che qualche ladro stesse suonando per capire se ci fossero le persone in casa. C’era confusione”.

È il racconto fatto da una residente di via Marini. Subito dopo il delitto, Enogieru Orobosa avrebbe chiesto al suo presunto assassino di avvertire i soccorsi, ma questi, si apprende, si sarebbe allontanato dall’appartamento in cui è rincasato più tardi. L’arma del delitto, un grosso coltello, non è stata ancora trovata.

La vittima è morta all’ospedale Belcolle in seguito a una emorragia interna durante un intervento chirurgico. Il 25 dicembre siamo entrati all’interno dello stabile dove è avvenuto il delitto, ma sulla porta non c’erano sigilli: ad essere sequestrato, infatti, sarebbe stato soltanto il bagno, ossia il luogo del delitto. La polizia scientifica ha proceduto con i rilievi mentre l’arrestato, nelle prossime ore, sarà ascoltato dal gip di Viterbo.

Attualmente si trova trova reparto di Medicina protetta dell’ospedale Belcolle, luogo in cui è stato trasportato alle 9:40 del giorno di Natale dopo un tentativo di suicidio. Alla Camera mortuaria, il giorno dopo l’omicidio, non c’erano né amici né parenti della vittima: non è escluso che qui nel Viterbese fosse da sola.

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