AIFA approva il vaccino Nuvaxovid (Novavax). La Commissione Tecnico Scientifica (CTS) di AIFA, nella riunione del 22 dicembre 2021, ha approvato l’utilizzo del vaccino Nuvaxovid (Novavax), rendendolo disponibile nell’intera indicazione autorizzata da EMA per i soggetti di età uguale o superiore ai 18 anni. La vaccinazione prevede un ciclo vaccinale primario di due dosi a distanza di tre settimane l’una dall’altra.
I dati disponibili, rileva la CTS, sul vaccino Nuvaxovid hanno mostrato una efficacia di circa il 90% nel prevenire la malattia COVID-19 sintomatica anche nella popolazione di età superiore ai 64 anni. Il profilo di sicurezza si è dimostrato positivo, con reazioni avverse prevalentemente di tipo locale.

La nuova arma contro la pandemia arriverà in Italia a gennaio.

Novavax è un farmaco a base proteica che potrebbe convincere anche gli irriducibili tra i 6 milioni di italiani che ancora non sono immunizzati, perché non utilizza la tecnica a m-Rna di Pfizer e Moderna. Il siero arriverà a fine gennaio, stando a quando riferito dall’Aifa e dal commissario all’emergenza Figliuolo. L’Ue ha prenotato 200 milioni di dosi, e all’Italia ne sono destinate quasi 27 milioni (il 13,46%).

La vaccinazione con il nuovo siero, Nuvaxovid il nome commerciale, prevede un ciclo vaccinale primario di due dosi, da effettuarsi a distanza di tre settimane l’una dall’altra. Il siero si basa sulla tecnologia delle proteine ricombinanti, già usata per altri vaccini in passato, come quello realizzato per l’epatite B e il papilloma virus. Contiene la proteina Spike, una sostanza che amplifica la risposta anticorpale e cellulare della reazione immunitaria. I dati disponibili sul nuovo prodotto secondo Aifa hanno mostrato una efficacia di circa il 90% nel prevenire l’infezione grave  anche nella popolazione di età superiore ai 64 anni.

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